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Battaglia

Ilipa

206 a.C.

Scipione schiera i Romani sulle ali mentre il centro iberico tiene gli Africani fuori dal combattimento

Storia militare

Come sconfiggere le ali di un esercito senza affrontare al centro le sue truppe migliori?

Nel 206 a.C., Scipione affronta in Hispania Asdrubale figlio di Giscone e Magone. Dopo diversi giorni con schieramenti simili, inverte il proprio dispositivo: i legionari passano alle ali, mentre gli alleati iberici tengono il centro arretrato. Così le migliori truppe puniche restano fuori dallo scontro decisivo, mentre le loro ali subiscono un attacco combinato.

Una superiorità numerica sotto vincolo

Scipione ha bisogno dei contingenti iberici per ridurre la propria inferiorità numerica. Le cifre antiche divergono, ma i racconti concordano su un esercito punico più numeroso e sul ruolo degli alleati nello schieramento romano.

Il primo tentativo a sorpresa fallisce

Magone e Massinissa lanciano la cavalleria contro il campo romano. Scipione ha nascosto una forza equivalente sotto un’altura; l’attacco viene respinto. Nei giorni seguenti, i due campi impiegano cavalleria e truppe leggere, poi schierano gli eserciti senza dare battaglia generale.

Una routine visibile

Asdrubale colloca gli Africani al centro, gli Iberi sulle ali e gli elefanti davanti ai fianchi. Di norma Scipione gli oppone i legionari al centro. Gli eserciti ripetono questi schieramenti senza impegnare la fanteria pesante.

La mattina decisiva cambia due variabili

Scipione fa mangiare i suoi uomini prima dell’alba e manda subito cavalleria e veliti a molestare il campo avversario. Asdrubale deve uscire a digiuno nel consueto schieramento; quando si formano le linee, Romani e Italici occupano ormai le ali, mentre gli alleati iberici avanzano lentamente al centro.

Storia militare

Fonti

Fonte primariaPolybe, Histoires, livre XI

XI.20–24, notamment 21 pour les contraintes romaines, 22 pour les ordres répétés, 23 pour le mouvement des ailes et 24 pour le non-engagement des centres

Effettivi dichiarati, dipendenza dagli alleati iberici, attacco di Magone e Massinissa, sortite ripetute, pasto e uscita all’alba, scambio dei contingenti, movimento differenziato del centro e delle ali, elefanti, centro africano non impegnato, ritirata e pioggia.

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Fonte primariaTite-Live, Histoire romaine, livre XXVIII

XXVIII.12–16, surtout 13–14 pour les sorties et le combat, 15–16 pour le camp, les désertions et la poursuite

Totali alternativi, attacco di cavalleria, giornate trascorse faccia a faccia, schieramento dei due eserciti, pasto mattutino, scaramuccia prolungata, movimento delle ali, caldo e fame, ritirata ordinata seguita dalla fuga, pioggia, evacuazione notturna del campo, inseguimento, circa 6.000 uomini riuniti attorno ad Asdrubale e fuga dei capi verso Gades.

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Articolo accademicoHoward H. Scullard, « A Note on the Battle of Ilipa »

Journal of Roman Studies 26 (1936), p. 19–23 ; extrait public consulté, surtout le résumé des indices topographiques

Inventario prudente e ricostruzione cartografica dei soli indizi topografici forniti da Polibio e Tito Livio — alture, pianura, campi e possibile collegamento con il Betis. La consultazione ha riguardato l’estratto pubblico. L’articolo integrale eccede l’uso documentario qui adottato.

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Tesi universitariaJ. E. Ball, Collecting the Field: A Methodological Reassessment of Greek and Roman Battlefield Archaeology

University of Liverpool, thèse de doctorat (2016), p. 77 ; DOI 10.17638/03000526

Stato dell’incertezza topografica: attribuzione tradizionale presso Alcalá del Río, esistenza di più località chiamate Ilipa, proposta orientale concorrente e assenza di un campo di Ilipa identificato archeologicamente.

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A cura di BattlesInMotion.com