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Battaglia

Taranto

11-12 novembre 1940

Una manciata di aerei trasforma un porto protetto in un bersaglio vulnerabile.

Storia militare

In che modo un attacco aereo notturno condotto da pochi velivoli produce un effetto navale superiore al loro numero?

Nella notte tra l’11 e il 12 novembre 1940, gli Swordfish dell’Illustrious attaccano la flotta italiana all’ormeggio a Taranto. Ricognizioni recenti, addestramento notturno e serbatoi supplementari rendono possibile questo raid a lunga distanza. Gli aerei illuminanti rendono visibili i bersagli mentre aerosiluranti e bombardieri arrivano da più direttrici. Tre corazzate vengono messe fuori combattimento; altre tre restano intatte. La posta in gioco va oltre i danni: la minore disponibilità di corazzate italiane e il loro trasferimento a Napoli riducono la pressione sui convogli britannici.

Una flotta che minaccia i convogli

La presenza delle corazzate italiane a Taranto minaccia i movimenti britannici nel Mediterraneo. L’operazione si inserisce in una serie di convogli e spostamenti di rinforzi; colpire la flotta in porto può ridurre le forze necessarie a proteggerli.

Vedere prima di colpire

Le fotografie di ricognizione rivelano gli ormeggi, le reti e i palloni frenati. Fotografie recenti vengono recuperate a Malta l’11 novembre; nuovi rapporti consentono di preparare gli obiettivi e gli assi di avvicinamento.

Una portaerei, due attacchi

L’Eagle è assente per problemi di carburante, ma fornisce aerei ed equipaggi. L’Illustrious lancia dodici Swordfish e poi nove. Uno di questi ultimi rientra per un guasto: venti aerei attaccano effettivamente il porto.

Storia militare

Fonti

Fonte contemporaneaCunningham, Boyd et Lyster, Fleet Air Arm Operations against Taranto

London Gazette, 24 juillet 1947, pp. 3471–3477 ; Boyd §§2, 6–20 ; note corrective p. 3472

Preparazione, partenze delle due ondate, resoconti degli equipaggi, difese incontrate e bilancio corretto.

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Storia navaleG. Hermon Gill, Royal Australian Navy, 1939–1942 (1957)

Chapitre R.A.N. Ships Overseas June–December 1940, pp. 233–236 (PDF pp. 98–101)

Concentrazione italiana, coordinamento con le operazioni britanniche e conseguenze per basi, corazzate e scorte.

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Carta militareArmy Map Service, Town Plan of Taranto, 1943

Plan au 1:10 000, collection Perry–Castañeda, université du Texas

Geografia del centro storico, del canale e del Mar Piccolo; mappa successiva al raid, senza prova degli ormeggi del 1940.

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Pianta storica riprodottaAir Attack on Italian Fleet at Taranto, 11th Nov 1940, Map 14

Reproduction dans l’atlas Madsen, page PDF 21

Posizione relativa di ormeggi e isole, asse orientale degli aerei illuminanti e accessi occidentali; nella riproduzione non è specificata la provenienza originale della tavola.

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Carta specialisticaMilitary History Matters, Map of Battle of Taranto

Carte du 31 janvier 2011

Verifica topologica dei bacini e degli ormeggi. Il bilancio degli incrociatori è controllato con la nota dell’Ammiragliato, più precisa.

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Manuale navale contemporaneoU.S. Naval Intelligence, ONI 202 — Italian Naval Vessels

Rubriques Cavour Class et Littorio Class, planches et photographies de reconnaissance

Sagoma e disposizione delle torrette delle corazzate; le tavole del 1942–1943 non dimostrano tutti gli equipaggiamenti presenti nel novembre 1940.

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Fotografia musealeImperial War Museums, Fairey Swordfish Mk I, 1940

Photographie A 3532, S. J. Beadell, vol d’entraînement depuis Crail en 1940

Tipo di aereo, ali, carrello fisso e sagome delle illustrazioni; non rappresenta il raid stesso.

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A cura di BattlesInMotion.com