1. Pagina iniziale
  2. Polvere da sparo e imperi
  3. Guerre ottomano-ungheresi
  4. Eger 1552 — una fortezza distrutta che resiste

Battaglia

Assedio di Eger

9 settembre — 17 ottobre 1552

Brecce, lavori e avvicendamenti impediscono che l’assedio ottomano diventi una conquista

Storia militare

In che modo la guarnigione di Eger trasforma brecce, mine e assalti ottomani in un fallimento della campagna?

Eger non è una battaglia campale trasferita davanti a uno scenario di mura. Nel settembre 1552, gli eserciti ottomani giunti dopo la presa di Szolnok devono convertire la superiorità in campagna nell’occupazione di una fortezza posta su un crinale, con una cinta interna, una cinta esterna e un muro mediano. Batterie, fossati, fascine e gallerie fanno avanzare l’assedio per settori. Una spiegazione basata su una linea continua supera la portata del dossier. La guarnigione di Dobó è nettamente inferiore per numero, ma dispone di passaggi interni, pezzi collocati per battere più fronti, una riserva e operai capaci di riparare di notte. L’artiglieria ottomana distrugge le mura e i minatori raggiungono i pressi della porta vecchia; tuttavia una breccia conta soltanto se una colonna può attraversarla, restarvi sotto il fuoco interno e farvi passare uomini a sufficienza. Il 29 settembre e poi il 12 e 13 ottobre, gli assalti falliscono nonostante le aperture. Fra questi episodi, l’esplosione accidentale di una polveriera, le contromine, le sortite locali e i lavori difensivi cambiano il problema. Alla fine la fortezza è devastata e le perdite sono controverse, ma l’esercito ottomano ritira le proprie macchine e lascia Eger il 17-18 ottobre, prima di trasformare la rovina in una guarnigione.

L’ultima piazzaforte sulla via del nord

Dopo Temesvár, Lippa e Szolnok, la spedizione ottomana punta su Eger, chiave d’accesso all’Alta Ungheria e alle sue città minerarie. La sintesi istituzionale ungherese indica Kara Ahmed come capo dell’operazione, con Sokollu Mehmed e Ali di Buda nel teatro. Le date d’arrivo dei tre raggruppamenti variano; lo studio architettonico le colloca fra il 9 e il 15 settembre.

Due cinte, uno spazio mediano

La fortezza si estende su un crinale da nord a sud ed è divisa da un muro in castello interno e castello esterno. Sede Regia domina a nord, Almagyar a est e la città si trova a sud; il fossato mediano e le porte impediscono che una breccia esterna diventi automaticamente un ingresso nel nucleo interno.

L’assedio si vince nei lavori

Le batterie ottomane non sparano da un solo fronte: sono distribuite a nord, ovest, est e sud secondo le facce prese di mira. Fascine, legname, sacchi e protezioni bagnate colmano i fossati; i difensori sorvegliano le vibrazioni, scavano incontro alle gallerie e usano fuoco, uncini, tiri e ostacoli per interrompere il passaggio.

La stagione pesa sullo sfruttamento

I rapporti di Martinengo sono informati ma parziali: riferiscono di assalti respinti, di una zona incendiata attorno al castello, dello sfinimento e di voci di malattie. I racconti ottomani insistono sul freddo, sulla pioggia, sui viveri e sullo stato dell’esercito. Questi fattori limitano il tempo disponibile per un nuovo assalto; non sostituiscono la resistenza locale come spiegazione del risultato.

Storia militare

Fonti

Fonte primaria contemporanea, cronaca in versiSebestyén Tinódi, Eger vár viadaljáról való ének história

Édition numérique MEK, sections Eger de l’œuvre, vers 81–196 pour relief, ville, deux châteaux et bastions; vers 594–815 pour camps, batteries et approches; vers 819–914 pour l’assaut du 29 septembre; vers 919–1275 pour l’explosion, les sorties, fascines, engins et contre-mines; vers 1392–1649 pour les assauts des 12–13 octobre et le retrait.

Fonte narrativa di prima mano o molto vicina ai partecipanti; la composizione eroica e le cifre delle perdite sono mantenute come limiti, con una funzione distinta da quella di un registro neutrale.

Consulta ↗
Documento primario contemporaneo, lettera militareLettre des commandants d’Eger à Tamás Nádasdy, 19 octobre 1552

Régi magyar levelestár XVI–XVII. század, entrée 13, lettre datée d’Eger le 19 octobre 1552: fin du siège, état ravagé de la forteresse, pertes, manque de garnison, poudre, armes et munitions.

Risultato immediato e necessità materiali dopo la ritirata; la lettera è di parte e non fornisce un bilancio completo dei due eserciti.

Consulta ↗
Fonte primaria ottomana in edizione criticaLütfi Pacha, récit d’Eger dans Török történetírók II

Édition József Thúry (1896), PDF p. 38 imprimée: paragraphe commençant par « Azután Égre nevű várhoz mentek », siège prolongé, saison devenue impropre, effort sans résultat et départ de l’armée.

Tradizione ottomana della ritirata e del vincolo stagionale; edizione moderna di un racconto retrospettivo. Un diario d’assedio supera l’uso documentario adottato qui.

Consulta ↗
Fonte primaria ottomana in edizione criticaCelâlzâde Mustafa, récit d’Eger dans Török történetírók II

Édition József Thúry (1896), PDF pp. 271–272 imprimées, paragraphe commençant par « Mivel a szerencsétlen királynak »: canons, défenseurs, froid, pluie, neige, vivres, animaux et retrait.

Contrappunto ottomano sulle condizioni dell’assedio; le durate e le formulazioni retoriche non vengono fuse con Tinódi.

Consulta ↗
Fonte istituzionale archivisticaH. Németh István, Az egri vár védői, 1552, Magyar Nemzeti Levéltár

Page officielle MNL, paragraphes 43–61: distinction entre roman et archives, cotes E 554, espions, zsoldjegyzékek, environ 1 800 soldats et 270 réfugiés; paragraphes 75–89 pour les suites documentées de Dobó, Bornemissza et Mekcsey.

Verifica archivistica degli effettivi e della critica alla memoria letteraria; la pagina istituzionale riprende anche cifre ottomane elevate che il dossier non considera sicure.

Consulta ↗
Fonte ufficiale di memoria storicaNemzeti Archívum, Eger hősei és krónikása

Page officielle, lignes 10–18: campagne de 1552, commandement ottoman, chute de Szolnok, 40–50 000 dans le résumé, environ 2 000 défenseurs, grands assauts des 29 septembre, 12 et 13 octobre, retrait du 17 octobre.

Cronologia pubblica e riscontro istituzionale dei tre grandi assalti; sintesi patrimoniale. Una fonte indipendente per ogni cifra supera l’uso documentario adottato qui.

Consulta ↗
Articolo accademico specialistico, storia militare e architetturaGizella Nemeth et Adriano Papo, La fortezza di Eger nel XVI sec.: l’assedio del 1552

PDF QV 2021, pp. 11–13 pour crête, ville, Sede Regia, Almagyar, deux châteaux, mur médian et fossés; pp. 18–19 pour artillerie, effectifs intérieurs et chiffres ottomans; pp. 20–23 pour batteries, assauts, fascines, travaux, mines et retrait; pp. 26–27 pour l’abstract et les bornes de synthèse.

Principale fonte specialistica per la topografia relazionale, l’ordine dei lavori e la critica degli effettivi; ricostruzione moderna da confrontare con le fonti antiche.

Consulta ↗
Articolo accademico sottoposto a revisione, studio di fonti contemporaneeViktor Kanász, Nuncio Girolamo Martinengo’s reports on the military events of 1552

PDF, pp. 17–19: nouvelles des 2, 9 et 16 octobre, assauts repoussés, terre brûlée autour du château, épuisement, rumeur de maladie, murs détruits mais refus de capituler et retrait; pp. 19 et 25 pour l’examen de l’exactitude variable des rapports.

Quadro diplomatico contemporaneo e limiti dell’informazione: i rapporti sono spesso corretti, ma alcune notizie sono false o tardive.

Consulta ↗
Articolo accademico, critica storiograficaPál Ács, Tinódi Sebestyén és Bornemissza Gergely, Hadtörténelmi Közlemények

PDF pp. 2–5, pages imprimées 478–481: proximité informative et cadrage héroïque de Tinódi, rôle de Mekcsey dans la contre-mine et limites d’une lecture de la victoire par l’artillerie ou l’engin de Bornemissza seul.

Contrappeso critico al racconto eroico e verifica della ripartizione dei ruoli fra comando, lavori e congegni.

Consulta ↗
Piano storico pubblicato in una sintesi accademica di cartografiaOttavio Baldigara, plan des fortifications d’Eger, 31 mars 1572

The History of Cartography, vol. 3, partie 2, chapitre 61, p. 1846, fig. 61.19: plan manuscrit du Kriegsarchiv et commentaire sur l’adaptation des bastions au relief; plan postérieur de vingt ans au siège.

Verifica delle relazioni spaziali e salvaguardia contro una carta falsa; non serve a localizzare con precisione le batterie del 1552.

Consulta ↗

A cura di BattlesInMotion.com