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Battaglia

Verdun

21 febbraio — 15 dicembre 1916

Lo scontro sulla riva destra diventa una battaglia d’attrito sostenuta da entrambe le rive, seguita da una riconquista francese dagli obiettivi circoscritti

Storia militare

Perché i successi iniziali tedeschi lasciano il posto a una battaglia d’attrito e poi alla riconquista francese della riva destra?

Il 21 febbraio 1916 una concentrazione tedesca di artiglieria e fanteria apre sulla riva destra della Mosa un’offensiva il cui obiettivo iniziale resta discusso. Le posizioni francesi cedono al Bois des Caures e il forte di Douaumont cade il 25 febbraio, ma Verdun non crolla. Pétain trasforma allora la difesa in un sistema: fuochi riorganizzati, turni di rilievo e rifornimenti salgono lungo la strada da Bar-le-Duc, presto chiamata Via Sacra. A marzo l’offensiva tedesca si estende a Mort-Homme e alla Côte 304, poi torna verso Vaux, Fleury e Souville; ogni guadagno aggiunge un settore da tenere senza aprire la strada alla città. Dopo il fallimento davanti a Souville e il passaggio dell’iniziativa, le offensive francesi di ottobre e dicembre riprendono la maggior parte dei guadagni tedeschi sulla riva destra. La riva sinistra resta tuttavia in parte tedesca fino al 1917. Verdun è quindi meno una linea immobile che una successione di scontri, flussi logistici e obiettivi locali il cui perimetro cambia il bilancio.

Un obiettivo tedesco realmente discusso

La memoria posteriore di Falkenhayn presenta Verdun come un punto che la Francia dovrebbe difendere fino all’esaurimento. Non è stato ritrovato alcun originale contemporaneo di questo «memorandum di Natale». Una nota di Knobelsdorf del 4 gennaio 1916, invece, descrive la conquista rapida della fortezza e delle alture della riva destra. L’operazione combina dunque un obiettivo territoriale attestato e una logica di pressione la cui formulazione esatta resta dibattuta.

Il primo colpo investe soltanto la riva destra

La 5ª armata raccoglie circa 150.000 fanti e 1.200 pezzi contro un settore in cui il Mémorial conta quasi 25.000 fanti francesi, 140 pezzi pesanti e due divisioni e mezza di riserva. Il 21 febbraio alle 7:15 il bombardamento apre un attacco tra la Mosa e la pianura della Woëvre. La sproporzione prepara uno scontro, da distinguere dall’occupazione automatica di Verdun.

Una difesa prodotta dal flusso

Dopo la caduta di Douaumont, il 26 febbraio Pétain assume la II armata. L’asse Bar-le-Duc–Verdun fa salire unità, proiettili e viveri e ridiscendere i feriti. La rotazione distribuisce la prova su gran parte dell’esercito francese; non riduce le perdite, ma impedisce che una sola guarnigione esausta decida il destino della piazza.

Due rive moltiplicano i vincoli

Dal 6 marzo l’attacco tedesco punta a Mort-Homme e poi alla Côte 304 per ridurre i fuochi francesi che prendono di fianco la riva destra. L’ampliamento produce guadagni a ovest, ma impone anche di sostenere due complessi di combattimenti separati dalla Mosa, mentre Douaumont, Vaux e Souville restano contesi a est.

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Dossier cronologico

Battaglia · 24 ottobre — 12 novembre 1917CaporettoTre penetrazioni coordinate attraverso Plezzo, la valle dell’Isonzo e le creste disarticolano il IV e il XXVII corpo, poi l’inseguimento respinge l’esercito italiano sul Piave.Battaglia · 8 — 12 agosto 1918AmiensGli Alleati combinano carri armati, artiglieria, aviazione e fanteria per rompere la difesa tedesca prima che si ricostituisca.Battaglia · 19 — 25 settembre 1918MegiddoAllenby fissa gli ottomani a est, sfonda presso la costa e lancia la cavalleria nelle retrovie dell’8ª armata.Battaglia · 26 — 30 agosto 1914TannenbergI tedeschi sguarniscono il nord, colpiscono separatamente le due ali di Samsonov e chiudono le strade di Neidenburg, Passenheim e Willenberg attorno al suo centro.Battaglia · 19 febbraio 1915 — 9 gennaio 1916Campagna dei DardanelliLe mine fermano la scommessa navale; sbarchi separati restano contenuti sotto le creste, poi l’inganno consente di evacuare Anzac, Suvla e Helles.Battaglia · 1 luglio — 18 novembre 1916Battaglia della SommeIl bombardamento produce risultati opposti secondo i settori; i guadagni a sud e a Bazentin urtano contro capisaldi e riserve, poi quattro mesi di adattamento spingono indietro il fronte senza aprirlo.Battaglia · 4 giugno — 20 settembre 1916Offensiva BrusilovQuattro eserciti preparano più settori e aprono insieme il fronte austro-ungarico; quando le riserve si concentrano tardi verso Kovel, lo Stokhid, i rinforzi tedeschi e l’allungamento logistico esauriscono lo sfruttamento.Battaglia · 31 maggio — 1 giugno 1916Battaglia dello JutlandHipper attira Beatty verso Scheer, poi Beatty riporta l’inseguimento su Jellicoe; due schieramenti sfavorevoli costringono Scheer a rompere con inversioni, fumo e siluri, prima di una fuga notturna che salva la flotta senza allentare il blocco.

Storia militare

Fonti

Istituzione patrimoniale specializzataMémorial de Verdun, « La bataille de Verdun »

Sections sur les préparatifs, les objectifs, le déroulement et le bilan ; passages commençant par « Le 21 février 1916 à 7 h 15 », puis chronologie des 25 février, 6 mars, 7 juin, 23 juin, 11–12 juillet, 24 octobre, 2–3 novembre et 15–18 décembre ; encadré de bilan donnant 163 000 morts et 216 000 blessés français, 143 000 morts et 190 000 blessés allemands.

Cronologia generale, forze iniziali, comandi, Via Sacra, combattimenti sulle due rive, forti, controffensive e categorie delle perdite annuali.

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Dossier didattico di due istituzioni storicheMémorial de Verdun et Historial de la Grande Guerre, « L’expérience combattante à Verdun et sur la Somme »

PDF pp. 6–9 pour la chronologie de Verdun ; pp. 9–10 pour les relèves, rotations et la Voie sacrée ; pp. 13–15 pour le bombardement, le terrain, les volumes d’artillerie, la part des pertes dues au feu et le champ de bataille d’environ 20 × 10 km.

Meccanismi del bombardamento, vincoli del terreno, organizzazione francese, logistica, perimetro spaziale e controllo degli ordini di grandezza.

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Articolo specializzato di uno storicoPaul Jankowski, « Verdun: The Longest Battle of the Great War »

The Historian, Summer 2016, pp. 22–26 : pp. 23–24 sur les origines incertaines, l’absence d’original du mémorandum et les huit divisions du premier coup ; pp. 24–25 sur Douaumont, Pétain, la Voie sacrée et les pertes de la première semaine ; pp. 25–26 sur les deux rives, les contre-offensives, environ 160 000 morts français et 140 000 allemands, et la reprise tardive de Mort-Homme/Côte 304 en 1917.

Storiografia degli obiettivi, ritmo dello scontro iniziale, sistema di Pétain, bilancio territoriale e cautela sulla portata strategica.

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Fonte primaria pubblicata nel dopoguerra, autenticità discussaErich von Falkenhayn, « Christmas Memorandum, 1915 »

GHDI, traduction anglaise, pp. 1–2 : paragraphes sur l’impossibilité d’une décision rapide en Russie, les objectifs occidentaux que la France défendrait « jusqu’au dernier homme », le choix entre Belfort et Verdun et la préférence donnée à Verdun ; note éditoriale renvoyant aux mémoires publiés à Berlin en 1920.

Formulazione posteriore della logica d’attrito e limite di provenienza; il documento non viene trattato come un ordine contemporaneo ritrovato.

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Studio storiografico accademicoGerd Krumeich, étude sur les objectifs allemands à Verdun

PDF pp. 2–3 : note de Schmidt von Knobelsdorf du 4 janvier 1916 visant la prise rapide de la forteresse et des hauteurs de la rive droite, ainsi que la menace française sur les communications allemandes ; p. 4 : pression de Falkenhayn pour accélérer et intensifier l’opération, et critique d’une lecture réduite à la seule « pompe à sang ».

Obiettivo operativo contemporaneo, ruolo di Knobelsdorf e confronto tra conquista territoriale e interpretazione d’attrito.

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Museo storico ufficiale tedescoDeutsches Historisches Museum, « Verdun 1916 »

LeMO, paragraphes sur l’offensive du 21 février, la valeur surtout symbolique et localement militaire de Douaumont, la nomination de Pétain, les combats de Mort-Homme/Côte 304 et Vaux, puis l’échec de la percée vers Souville et les contre-offensives françaises.

Prospettiva istituzionale tedesca, comando, geografia delle due rive, portata dei forti e assenza di breccia.

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Enciclopedia accademica internazionale1914-1918-online, « Warfare 1914–1918 », section Verdun

Version 1.0, section « Verdun » : deux grandes périodes offensive puis contre-offensive ; rôle de Douaumont, Mort-Homme, Côte 304, Vaux, Thiaumont et Fleury ; stabilisation par les renforts et la logistique, extension du 6 mars et absence de percée ouverte.

Sequenza operativa, stabilizzazione logistica, articolazione delle due rive e distinzione tra guadagni tattici e breccia.

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Corso storico istituzionale trascrittoMémorial de Verdun, transcription du MOOC « Verdun d’hier à aujourd’hui »

PDF pp. 4–5 : offensive du 24 octobre préparée par Pétain, Nivelle et Mangin, six divisions, environ 600 pièces lourdes, répétitions et barrage roulant ; pp. 29–30 : ligne atteinte à la fin de 1916, rive droite sécurisée et hauteurs de la rive gauche non encore reprises.

Preparazione e comando delle controffensive, mezzi di ottobre e perimetro territoriale del risultato di dicembre.

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Carta istituzionale direttaUnited States Military Academy, Map 12 — Verdun and Vicinity, 1916

« Battle of Verdun, Situation 21 February 1916 » : Meuse, Verdun, Mort-Homme, Côte 304, Bois des Caures, Douaumont, Vaux, routes, fortifications et positions initiales de la rive droite.

Orientamento della carta, posizione relativa delle due rive, delle alture, dei forti e del fronte iniziale; nessuna micro-posizione di unità viene dedotta.

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A cura di BattlesInMotion.com